laicitàlia

lunedì, 09 luglio 2007

divorzio dalla società

Lamberto DiniApro una pagina a caso di Vanity Fair (la 107 del numero del 12 luglio 2007) e leggo, all'interno di un intervista a Lamberto Dini, questo stralcio che riporto integralmente:

Un divorzio pesa sulla carriera di un uomo politico?
«Un po' sì, perché in alcuni mondi, e la politica è tra questi, c'è meno accettazione di certi comportamenti personali. Ma non è stato il mio caso, perché all'epoca del mio divorzio ero ancora un funzionario alla Banca d'Italia».

Dei Dico che cosa pensa?
«Sono contrario. Ognuno è libero di avere le tendenze sessuali che preferisce, ma queste non possono condizionare la struttura della nostra società, che è basata sulla famiglia tradizionale. Sono parecchi a pensarla come me, tanto è vero che non osano portare i Dico in Parlamento, perché sanno che verrebbero bocciati».


Sembra solo a me (notoriamente tarato su certi argomenti) o in queste frasi adiacenti il buon Lamberto si contraddice come un cattolico di razza?
Caro Lamby, non ho davvero niente da ridire, né sul divorzio né sulla tua idea sui Dico, però se dici che la società (per la quale, mi sembra di capire, nutri un profondo rispetto) è fondata sulla famiglia tradizionale
(per la quale, mi sembra di capire, nutri altrettanto rispetto), il fatto che tu ti sia disfatto di quest'ultima va considerato un deliberato attacco alla struttura della società?

scritto da: zemolo alle ore 22:30 | link | commenti (9)
categorie: politica, morale

Commenti
#1   10 Luglio 2007 - 00:03
 
Sto facendo un giro per blog, posso lasciare un link?

http://it.wikipedia.org/wiki/Laico

Non per altro, ma il tuo mi sembra il blog giusto su cui muovere questa critica. Scusa, ma anche se mi sento relgioso e credente, non mi va di passare per un cane del Vaticano. Immagino che il divorzio sia una conquista di tutti, anche dei cattolici. Il problema è che alcuni politici si presentano difensori di questi per trovare voti, ma non credono in una ceppa in quello che dicono. E naturalmente il Vaticano se ne approfitta, e impasta le mani dove non dovrebbe, ovvero in politica. Più che alzare muri da una parte (dalla sigh chiesa di questi anni) ma anche dall'altra parte (ovvero da chi odia indiscriminatamente tutto ciò che è cattolico) insultandosi a vicenda, non sarebbe meglio gardarsi prima in casa? Immagino sia un po' il significato del tu post
Scusa se mi sono dilungato!
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#2   10 Luglio 2007 - 00:09
 
E poi, scusa, Vanity Fair????????
Tu prendi notizie di politica da Vanity Fair?????
Credi che chi è intervistato da Vanity Fair pensi e pesi bene le parole prima di dirle!
;-)
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#3   10 Luglio 2007 - 00:28
 
altro che divorzio dalla società, il 99% dei nostri politicanti è Dissociata da sè e dal mondo!
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#4   10 Luglio 2007 - 09:33
 
Ciao!

-thedon85- "anche se mi sento relgioso e credente, non mi va di passare per un cane del Vaticano"

Adoro queste parole! Analogamente, anche se io sono ateo, non mi va di passare (tra mille altre cose) per un mangiapreti. Ho solo a cuore un concetto di laicità che è leggermente differente da quello che quasi tutti i nostri politici (credendo di ingraziarsi Santa Romana Chiesa e fedeli) professano. Come dici tu, in genere senza credere ad una virgola di quello che dicono, tanto per loro valgono leggi speciali (vedere alla voce Dico).

Suonerà strano detto in questo blog, ma non credo che il Vaticano non debba mettere voce in politica. Piuttosto servirebbe una classe politica con la spina dorsale, capace anche di fregarsene degli appelli della CEI ai politici cattolici.

Quanto a Vanity Fair, trovo sia meno peggio di quanto possa apparire (provare per credere: non mancano bei nomi del giornalismo). In ogni caso l'ho detto, ho aperto a caso la rivista e l'occhio lì è finito (anche se in realtà cercavo l'intervista a Pamela Anderson :-).

Ciao!
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#5   10 Luglio 2007 - 09:40
 
Ah, per quanto riguarda il link a wikipedia, certo che lo puoi lasciare. Ma una pagina dedicata a "laico" non è, sostanzialmente, una ripetizione della voce "laicità"? Anche perché, se non ricordo male, wikipedia non vuol'essere un dizionario ma un'enciclopedia.

Ciao!
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#6   10 Luglio 2007 - 12:04
 
Vedi, mentre il Vaticano è un vero e proprio stato, la Chiesa è formata sia dai credenti, che da preti, che sono anche cittadini italiani e in quanto tali possono votare, ma che il Vaticano guardi in casa sua e risolva le proprie contraddizioni, e che i sacerdoti si limitino alla spiritualità (secondo me fondamentale, dato che credo). La "Teoria dei due soli" di Dante è perfetta anche nei nostri giorni: da una parte politica, dall'altra religione. Poi ognuno vota come vuole, se ne ha la possibilità.
Se poi alcune questioni irrompono nella moralità e nella religiosità, sono d'accordo che la Chiesa CONSIGLI come pensarla, ma sta a ciascuno di noi ragionarci, senza escludere un'idea perché qualcuno (da entrambi le parti) ti imponga in cosa credere.

Non credevo che Vanity Fair fosse un giornale serio...scusa se ho dubitato! ;-)
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#7   12 Luglio 2007 - 17:09
 
Cosa vuoi, hanno la faccia come il culo, vedi il noto nano puttaniere che poi va al "Family Day"...
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#8   15 Luglio 2007 - 05:33
 
Scusa Zemolo, ma siamo sicuri che Dini si consideri un cattolico e abbia parlato da cattolico? a me sembrava un discorso molto di Realpolitik, del tipo "io a casa mia ho fatto quello che volevo, però è una scelta che in politica è impopolare difendere".
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#9   16 Luglio 2007 - 10:48
 
Ciao aka!
Guarda, non lo so se Dini sia o meno cattolico. Se ti riferisci alla frase "si contraddice come un cattolico di razza" è semplicemente una provocazione (probabilmente tutt'altro che arguta).
Trovo però che, indipendentemente dalle sue credenze e dalle sue scelte, ci sia qualcosa di fastidiosamente stridente nelle due affermazioni su riportate. Niente in confronto a quanto ci ha abituato la nostra classe politica, ma comunque sempre degno di nota, a mio giudizio.

Ciao!
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