Apro una pagina a caso di Vanity Fair (la 107 del numero del 12 luglio 2007) e leggo, all'interno di un intervista a Lamberto Dini, questo stralcio che riporto integralmente:
Un divorzio pesa sulla carriera di un uomo politico?
«Un po' sì, perché in alcuni mondi, e la politica è tra questi, c'è meno accettazione di certi comportamenti personali. Ma non è stato il mio caso, perché all'epoca del mio divorzio ero ancora un funzionario alla Banca d'Italia».
Dei Dico che cosa pensa?
«Sono contrario. Ognuno è libero di avere le tendenze sessuali che preferisce, ma queste non possono condizionare la struttura della nostra società, che è basata sulla famiglia tradizionale. Sono parecchi a pensarla come me, tanto è vero che non osano portare i Dico in Parlamento, perché sanno che verrebbero bocciati».
Sembra solo a me (notoriamente tarato su certi argomenti) o in queste frasi adiacenti il buon Lamberto si contraddice come un cattolico di razza?
Caro Lamby, non ho davvero niente da ridire, né sul divorzio né sulla tua idea sui Dico, però se dici che la società (per la quale, mi sembra di capire, nutri un profondo rispetto) è fondata sulla famiglia tradizionale (per la quale, mi sembra di capire, nutri altrettanto rispetto), il fatto che tu ti sia disfatto di quest'ultima va considerato un deliberato attacco alla struttura della società?