Leonardo, Galileo, Fermi, Fontecedro, Levi-Montalcini, Dulbecco, Natta, Majorana, Volta, ...
Geni italici? Certo, ma impallidirebbero al confronto col più strabiliante ed inaspettato esempio di genialità fieramente italica: Gabriella Carlucci. Questa donna, che conoscerete senz'altro come bravissima conduttrice televisiva e parlamentare di sanissimi principi ha recentemente dimostrato di sapere di fisica più di un premio Nobel per la fisica qual è Glashow. Al quale, infatti, si permette di dare del bugiardo. E se dà del bugiardo ad un premio Nobel, figurarsi se non può dare del "gran figlio di una ballerina che fa la scienza" ad uno che il Nobel invece non l'ha vinto (sebbene sia considerato uno dei più autorevoli fisici italiani): Luciano Maiani. Il quale, per altro, è il motivo del contendere.
Permettetemi di riassumere cos'ha costretto una tranquilla Onorevole a rivelare di possedere i suoi superpoteri scientifici.
Tutto ha inizio con la famosa lettera che indicava come inopportuna l'inaugurazione dell'anno accademico della più importante Università scientifica italiana con una lectio magistralis di un tizio che il metodo scientifico non l'ha mai digerito.
"Attacco al papa!" è l'urlo disperato e rabbioso di quasi tutto l'arco politico nazionale. Neanche contro Mehmet Ali Ağca sono mai stati indirizzati tanti improperi!
Il fato vuole che tra i firmatari della lettera ci sia un certo Maiani, fisico illustre che di lì a poco dovrebbe assumere la presidenza del CNR grazie a quella che è stata forse la prima, e sicuramente la più apprezzata internazionalmente, procedura di nomina meritocratica del nostro Paese. Meriti scientifici? Sì, ma Maiani resta pur sempre uno che non si è voluto genuflettere al passaggio del papa. Dunque, per ragioni ovvie a tutti (?!), indegno di guidare un ente pubblico italiano. E allora bisogna a qualunque costo ridiscuterne la nomina.
A questo punto si possono distinguere due classi di politici: ci sono quelli furbastri, che fanno grandi proclami e promettono esemplari epurazioni volte a lavare l'onta dell'insulto al monarcha vaticano; ma si fermano ai proclami: tanto basta, per farsi belli di fronte ai vescovi.
Poi c'è Gabriella Carlucci. Questa sventurata, non essendo un politico, pensa che alle idiozie dette dai suoi colleghi debbano necessariamente seguire i fatti (ed in questo, un po', l'ammiro). Approfondisce brevemente le sue conoscenze in fisica (e che sarà mai per una che parla cinque lingue?) e scrive a Prodi dimostrandogli senza ombra di dubbio che Maiani è solamente un fortunato incompetente. Nella lettera la Carlucci afferma sicura che "Glashow addirittura si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al CERN poiché manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore. Cosa, questa, estremamente ridicola".
Disgraziatamente qualche ateo comunista che non sa farsi gli affari suoi avvisa il Nobel Glashow che, non avendo di meglio da fare, risponde alla Carlucci ribattendo punto per punto alle sue affermazioni, definendo "wholly untrue and malicious" ("totalmente false e malevoli") le notizie attribuitegli e definendo "this stellar Italian scientist" ("questo stellare scienziato italiano") Maiani.
L'Onorevole, ahinoi, non demorde, e piccata risponde allo sventurato fisico definendolo bugiardo, ed inventandosi misteriosi insulti che la lettera di Glashow conterrebbe (sfido chiunque a trovarne).
Quasi a dimostrare la sua superiore intelligenza, pone al professore una sola domanda, ma di quelle tostissime: "se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel ?".
Riesco a vederlo, Glashow, che a questo punto si fa rileggere la lettera della Carlucci non riuscendo a credere che gente del genere possa trovarsi alla guida di un qualunque Paese. Poi, appurato che di scherzo non si tratta, nuovamente risponde. E come se parlasse ad un bambino, le ricorda che "parecchi ricercatori Italiani (incluso Maiani) sono meritevoli del Premio Nobel, ma ci sono molti più candidati che premi"; elenca numerosi geniali scienziati mai premiati a Stoccolma e conclude dicendo che "l'Italia dovrebbe essere orgogliosa dell'eroismo di tanti suoi scienziati, invece di calunniarli".
Pensate che la Carlucci, a questo punto, chieda scusa o perlomeno cerchi di defilarsi in silenzio? Macché! Lei è forzitaliota, madre (fa titolo) e plurilaureata in materie letterarie, quindi non teme nulla. Nemmeno il ridicolo. Nel quale si tuffa con ammirevole entusiasmo pubblicando sul suo blog la più sgrammaticata e rabbiosa lettera che mai ad umano sia capitato di leggere.
Ricordate, leggendola, che lei accusa Maiani di incompetenza. Poi, vantando le sue lauree e la partecipazione alla "VII Commissione permanente della Camera dei Deputati (Cultura, Scienza, Istruzione)", dimostra la sua, di incompetenza, proprio nei campi che dovrebbe dominare.
Ma che volete: loro sono diversi!