laicitàlia

martedì, 22 gennaio 2008

visione evangelica

Riporto qui di seguito un articolo sulla vicenda del papa alla Sapienza, segnalatomi da un amico.


Tutto sbagliato, tutto da rifare. di Daniele Garrone, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma:

Di fronte a quello che sta succedendo a seguito dell’invito rivolto al Papa a presiedere l’apertura dell’anno accademico all’Università La Sapienza di Roma, mi viene in mente solo il vecchio adagio di Gino Bartali: “Tutto sbagliato, tutto da rifare”. Purtroppo, nulla si può rifare e si rimane attoniti spettatori dell’ennesimo colpo inferto, da ogni parte, alla asfittica laicità del nostro paese.
Le critiche all’iniziativa del rettore vengono - da destra e sinistra, da cattolici militanti e da chierichetti atei - stigmatizzate come violazione della libertà di parola. Tutti - compresi gli ex fascisti e gli ex-comunisti, dunque gli eredi delle culture non liberali - diventano profeti di liberalismo.
Ritenere non opportuno un invito a tenere un discorso è cosa diversa dall’impedire a qualcuno di esprimere le proprie opinioni. Il Papa non è un semplice accademico che sostiene tesi controverse o formula ipotesi non condivise da pochi o da molti. Il Papa parla di valori non negoziabili, non formula ipotesi; pretende di esplicitare la verità; si pronuncia non come esponente di una delle varie religioni e confessioni presenti sulla agorà, ma come esperto di umanità in grado di indicare i fondamenti dello stato e i criteri di una corretta laicità. Il Papa pretende di sapere per tutti noi come si debbano rettamente coniugare fede e ragione. Se vogliamo, il Papa è anche l’ultimo sovrano assoluto per diritto divino. Benedetto XVI bolla la ricerca del pensiero scientifico e filosofico della modernità “post-cristiana” come dittatura del relativismo. Cioè pronuncia una drastica censura nei confronti di quello che è lo spirito della ricerca libera e senza presupposti che spero presieda all’insegnamento nelle nostre università. Benedetto XVI persegue, con grande intelligenza, una strategia di rimonta nei confronti della società laica e pluralista.
Tutto questo andava ricordato nel momento in cui lo si invitava. Si doveva sapere che il Papa non viene a discutere o a confrontarsi, ma viene per essere ascoltato con reverenza ed eventualmente accolto con una genuflessione. Si doveva sapere che era legittimo dissentire dall’invito, non perché si è oscurantisti ma perché non si può né si vuole riconoscere la pretesa che egli statutariamente e quindi inevitabilmente porta con sé. Per queste ragioni io non l’avrei invitato a presiedere l’apertura dell’anno accademico. Lo inviterei però, domani stesso, a partecipare come uno dei relatori ad un dies academicus: si darebbe un bellissimo esempio di cosa può essere una università libera e laica e veramente plurale. Perché - sebbene gli italiani, in primis gli atei devoti, di destra come di sinistra, non lo sappiano - qualunque “capo religioso”, persino il Papa, nella democrazia discorsiva è “uno dei relatori”. Nulla di meno - e va detto con forza e io lo faccio con assoluta convinzione - ma neanche nulla di più.
Una volta che l’invito - inopportuno a mio avviso - era stato rivolto, il Papa doveva parlare. Il dissenso era legittimo; se il dissenso poneva problemi di ordine pubblico - in una università il dissenso si esprime con il dibattito delle idee e con un po’ di humour - essi dovevano essere risolti come ogni altro problema di ordine pubblico. Nessuno, tuttavia, può essere posto al riparo dal dissenso che si manifesta nelle forme legittime. Tra l’altro, giova ricordare che Gesù si espose sulla pubblica piazza, senza aver prima negoziato con l’autorità le condizioni consone alla sua visita. Anzi parlò senza essere invitato. Ci pensino quelli che nel Papa ravvisano il Vicario e che oggi vedono in lui la vittima di un sopruso.
Chi pensava che Benedetto XVI fosse meno capace di “comunicare” del suo predecessore, ha oggi una bella smentita. Non andando alla Sapienza, il Papa diventa una vittima dell’intolleranza laica, la nuova inquisizione lo sta portando al rogo. Bisogna vegliare per lui. Me lo si lasci dire, visto che i miei antenati di inquisizione ne sapevano qualcosa: quando c’è l’inquisizione non si tratta di qualche sberleffo o magari di qualche insulto in mezzo ad un folla compunta e persino adorante.
Per giorni non si parlerà d’altro. E anche senza questo incidente, ogni giorno, dalla mattina alla sera, le televisioni italiane (l’Europa e il mondo sono un’altra cosa) parlano del Papa e dei suoi moniti e dei suoi rimbrotti e dei suoi non possumus che vogliono dire “non dovete”. Ora tutti faranno a gara per riparare, per scusarsi, per far vedere che - per quanto atei - si sa dare alla chiesa e al papa il dovuto riconoscimento. Per fortuna le occasioni non mancheranno: c’è una legge sulla libertà religiosa da lasciar sepolta; la 194 da rivedere; il riconoscimento delle unioni civili da non prendere neppure in considerazione; la vita da tutelare. Forse si potrebbe anche porre qualche limite alla diffusione dei contraccettivi. E poi siamo italiani, la fantasia non ci manca, sapremo come farci perdonare. D’altronde, se non abbiamo avuto Lutero, Kant e Jefferson non è colpa nostra.


scritto da: zemolo alle ore 11:22 | link | commenti (1)
categorie: politica, attualitĂ , ingerenze, marcatura
lunedì, 21 gennaio 2008

suggerimento

Il cardinal Bagnasco, presidente della CEI: la legge sull'interruzione di gravidanza va "almeno aggiornata in qualche punto" tenendo conto dei "progressi della scienza e della medicina".
E, di seguito: il Papa non è potuto andare all'università di Roma su suggerimento delle autorità italiane.
Traducendo: "caro Palazzo, ci sei debitore. Facciamo così: criminalizzate l'aborto e siamo pari, ok?!".

scritto da: zemolo alle ore 17:37 | link | commenti
categorie: politica, attualitĂ , ingerenze
venerdì, 18 gennaio 2008

Trieste con il papa...

... Luca Di Monte no.

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza si sente in sintonia con i sentimenti dei suoi cittadini. Il fatto che ci si senta non vuol dire ovviamente che lo sia, ma perché sottilizzare: lui nutre un indubbio affetto per il pontefice, dunque tutta Trieste ama il pontefice.
E allora non vergognamoci dei nostri sentimenti, esterniamo il nostro amore per Ratzinger, addobbiamo il bellissimo municipio di Trieste con uno striscione da stadio: "Trieste con il Papa
"!
Dipiazza con il papaMi permetta, caro sindaco: lei, indubbiamente insieme alla maggioranza dei triestini, sarà col papa. Ma il municipio non è né suo né della maggioranza dei triestini: lo è di tutti i triestini. Quindi, per favore, non  lo svilisca con i suoi personali messaggi d'amore.

Ovviamente, secondo la nuova definizione del termine, la mia è una richiesta di censura.


scritto da: zemolo alle ore 12:51 | link | commenti (4)
categorie: politica, attualitĂ , marcatura
sabato, 08 dicembre 2007

Ahmadinejad solidale con la Binetti

Sintesi della concitata serata in Senato del 6 dicembre.

La senatrice Binetti non vota la fiducia (ma anche tutti i teodem lo farebbero, se non fosse stato loro promesso che comunque la legge verrà cambiata in Parlamento1). Traducendo significa: "è giusto discriminare gli omosessuali".
Immediato gesto di solidarietà per la senatrice dall'Iran.

Carolina Lussana (Lega) usa toni leggeri2: "Questo è un vergognoso attacco alla Chiesa, che con questa modifica sarà imputata per discriminazione perché sostiene che l'omosessualità è contro natura e nega la possibilità di adozione alle coppie omosessuali".



1. la legge, secondo indiscrezioni, sarà così modificata:
"si punisce con la reclusione chiunque inciti a commettere o commetta atti di discriminazione di cui all'articolo 13.1 del Trattato di Amsterdam entrato in vigore l'1 maggio 1999. A meno che non glielo abbia detto Dio."
2. è leghista, il tono è leggero perché non usa la parola culattonia,b.

scritto da: zemolo alle ore 15:50 | link | commenti (2)
categorie: politica, rassegna stampa, attualitĂ , ingerenze, difformitĂ 
giovedì, 06 dicembre 2007

rassegnata stampa

Stasera in Senato si vota la fiducia su un decreto-sicurezza che, grazie ad un emendamento del PRC, "punisce con la reclusione chiunque inciti a commettere o commetta atti di discriminazione di cui all'articolo 13.1 del Trattato di Amsterdam entrato in vigore l'1 maggio 1999". L'articolo citato elenca le discriminazioni fondate sul sesso, la razza, l'origine etnica, la religione, le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.

Ebbene, Mastella ha preannunciato che questa sera, in Senato, ci sarà da divertirsi, perché diversi Senatori non intendono votare la fiducia proprio a causa di quell'emendamento. E molti altri hanno annunciato che voteranno la fiducia solo per lealtà verso la maggioranza, dichiarando contestualmente che daranno battaglia in Parlamento per modificare la legge.

Che dite, è un caso che tutti questi Senatori siano cattolicisti?
Perché mi sembra che a non andare giù ai nostri politici sia il rischio di veder finire in galera quei buffi maschi caucasici, latinofoni, cattolici, megalomani,
diversamente pensanti, vecchi e sessuofobi che ritengono abominevole ogni espressione di sessualità diversa da quella che loro non dovrebbero praticare.

Beh, mi sono sfogato. Nel caso il governo non cada, stasera...

scritto da: zemolo alle ore 23:11 | link | commenti (1)
categorie: politica, rassegna stampa, attualitĂ , assurditĂ , morale, ingerenze
giovedì, 08 novembre 2007

ICI: Imposta Cattolica sugli Italiani

hypnosisA leggere i resoconti di ciò che accade in Senato in questi giorni, sembra di assistere ad un vecchio film di spionaggio, quelli dove una persona riceve una telefonata cui risponde con spensieratezza, ma dalla cornetta del telefono viene solo una parola, detta con tono suadente e deciso. La persona improvvisamente cade vittima di una ipnosi che la porterà a commettere i peggiori delitti, senza rendersene conto. La parola magica, nel nostro Parlamento, è Chiesa. Come la sentono, senatori e deputati si allineano come pecore, perdendo ogni dignità (ammesso che prima ne possedessero una) e diventando, per una volta loro, squallidi leccaculo.

Solamente l'ipnosi può spiegare come 240 (duecentoquaranta!) senatori abbaino ritenuto corretto che degli immobili utilizzati a fini commerciali (FINI COMMERCIALI!), addobbati però con un crocifisso, non debbano pagare l'ICI quando qualunque disgraziato figlio di dio deve pagarlo anche per la sua prima topaia acquistata con un mutuo dissanguante.
Solo 12 (dodici!) senatori (per la cronaca: socialisti e radicali, ricordatevelo) hanno votato l'emendamento.

Spero che gli amici cattolici in ascolto vadano orgogliosi dell'operato della loro, esclusivamente loro, rappresentanza parlamentare.

scritto da: zemolo alle ore 19:01 | link | commenti (3)
categorie: politica, attualitĂ , difformitĂ 
martedì, 06 novembre 2007

Enzo Biagi

Enzo Biagi è morto questa mattina, a 87 anni.eNZO bIAGISilvio Berlusconi: "perché guardate me?".

scritto da: zemolo alle ore 12:24 | link | commenti
categorie: politica, attualitĂ , buoni esempi
mercoledì, 31 ottobre 2007

rassegna stampa

Il Papa: "Su aborto e eutanasia obiezione di coscienza ai farmacisti".
Veronesi: “e allora vendiamo più anticoncezionali”.

Qualche mia inutile osservazione:
- prima di tutto bisogna dimostrare che i farmacisti ce l'abbiano, una coscienza: il fatto che vendano prodotti omeopatici (e, secondo Garattini, anche ricostituenti, epatoprotettori, farmaci per la memoria, molti immunomodulanti, cerebroattivi, integratori alimentari, medicinali a base di erbe) non depone a favore di questa tesi.
- nessuno ti obbliga a fare il farmacista: se non vuoi vendere farmaci, apri un buffet!
- d'accordo, hai una farmacia e trovi immorale vendere antidolorifici*. Ma lo Stato deve garantire il mio diritto di non apprezzare il mal di denti quale dono di una divinità sadica: che apra allora una farmacia municipale in ogni comune!

* perché no? Madre Teresa di Calcutta, per alcuni santa, lo trovava immorale.

domenica, 30 settembre 2007

la legge vaticana

Mi secca un po' ammetterlo ma questa volta mi trovo (quasi) d'accordo con quanto detto dalla CEI: la sentenza del Tribunale di Cagliari sulla fattibilità della diagnosi preimpianto è in contrasto con la legge 40*.

Solo che, probabilmente come i giudici di quel Tribunale e contrariamente alle autorità cattoliche, trovo che la legge 40 sia una scempiaggine: l'idea di concepire, potendolo evitare, un fanciullo che sarà costretto a subire trasfusioni di sangue ogni due settimane per tutta la vita, può piacere solo ad una mente cattolicista (si tranquillizzino i credenti (e non solo) capitati per errore a leggere questo post: non siete dei mostri, a meno che non pratichiate autoerotismo leggendo questo).

* ammetto però di non conoscere quali competenze abbia un Tribunale nel giudicare la costituzionalità di una legge.

scritto da: zemolo alle ore 23:14 | link | commenti
categorie: politica, attualitĂ , ricerca scientifica