L'evento più inatteso della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, ovvero l'assegnazione del premio UAAR, è riuscito a catturare l'attenzione della stampa ispanofona. Sarà perché ad essere premiato è stato un film spagnolo? Probabile.
In Italia pare che solo l'Unità ne abbia dato notizia. Sarà perché sono comunisti? Possibile.
Comunque il vincitore della sbrilluccicosa sfera è stato il film del regista spagnolo Daniel Sanchez Arevalo, Azul oscuro casi negro.
Non so dirti molto su questo film, che spero riuscirà ad essere disribuito in qualche oscura sala dello stivale. Non so dirti altro se non che ha vinto perché "mostra con realismo e umorismo come la vita, i sentimenti, i desideri siano troppo complessi per essere ingabbiati nell’asfittico modello della famiglia naturale cara alle religioni. La Spagna contemporanea dà un’ulteriore indicazione per affrontare in modo aperto e laico un mondo che cambia".
Quest'anno la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia si arrichisce di un premio di nostro (mio e tuo) interesse: il Premio UAAR!
Ad aggiudicarsi l'ambita sfera sarà "un film che evidenzi ed esalti i valori dal laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose".