Sintesi della concitata serata in Senato del 6 dicembre.
A leggere i resoconti di ciò che accade in Senato in questi giorni, sembra di assistere ad un vecchio film di spionaggio, quelli dove una persona riceve una telefonata cui risponde con spensieratezza, ma dalla cornetta del telefono viene solo una parola, detta con tono suadente e deciso. La persona improvvisamente cade vittima di una ipnosi che la porterà a commettere i peggiori delitti, senza rendersene conto. La parola magica, nel nostro Parlamento, è Chiesa. Come la sentono, senatori e deputati si allineano come pecore, perdendo ogni dignità (ammesso che prima ne possedessero una) e diventando, per una volta loro, squallidi leccaculo.
Improvvisamente i politici cattolicisti si preoccupano per un'ingerenza straniera negli affari italiani.
"Lasciatemi andare alla Casa del Padre". Sono le ultime parole che avrebbe pronunciato Woytjla, il 2 aprile 2005.
"Signor Presidente, voglio l'eutanasia". Sono le prime parole di Welby giunteci attraverso i media, il 22 settembre 2006.
Coraggio! Date sfogo alla vostra fantasia, addobbate anche voi la vostra aula giudiziaria come più vi piace! (ricchi premi e cotillons al più fantasioso!)
Sempre della serie “perché” senza perché, e per incazzarsi fino in fondo. C’è una ragione per la quale dal 1929 i cinque milioni di metri cubi d’acqua consumati dalle eminenze del Vaticano sono pagati dall’Italia? Perché Città del Vaticano si allaccia all’ACEA, ma non paga le bollette? Perché vengono versati 50 milioni di euro per l’Università Campus Bio-Medico, “opera apostolica della Prematura dell’Opus Dei”? Perché l’istituto di studi politici San Pio V, viene finanziato annualmente con 1,5 milioni di euro? Dello scandalo dell’esenzione del pagamento ICI degli immobili vaticani anche quando non sono luoghi di culto, ma destinato ad uso commerciale, si sa. Forse meno che da tre anni è operativa una norma che finanzia gli oratori: lo Stato italiano ne riconosce la funzione educativa e sociale, e ne finanzia l’attività. Così accade che la parrocchia dell’Addolorata di Tuglie, vicino Lecce, sia stata beneficiata di un contributo pari a un milione e 180mila euro: per un campo di calcetto, uno di bocce, spogliatoi e servizi annessi. Alla faccia della Costituzione, che espressamente prevede che nessun istituto o scuola privata debba in qualsiasi modo gravare sulle finanze dello Stato, accade che le scuole private (che per la maggior parte sono cattoliche) ricevano sussidi sotto la gesuitica formula del “contributo” per poco meno di 500 milioni di euro. Ecco: poi dici che uno s’incazza! [di Gualtiero Vecellio, Notizie Radicali, 4 dicembre 2006]
Se pensate che sia giusto, anzi doveroso, marcare i muri degli edifici pubblici italiani con il simbolo d'una religione perché così sta scritto in una circolare del Ministro di Grazia e Giustizia del 1926 (per altro da ritenersi tacitamente abrogata secondo una sentenza della Corte di Cassazione) allora siete fascisti.