Dunque il nostro carissimo non è andato alla Sapienza.
A scanso di equivoci dico subito che mi dispiace che vi abbia rinunciato, un po' perché adoro vederlo mentre massacra la ragione con quel suo ghigno sulle labbra, un po' perché la scena di Ratzi accolto da striscioni, slogan ed urla contro di lui sarebbe stato un lieto diversivo alla solita immagine della papamobile che gira per piazza San Pietro.
Comunque in questi giorni abbiamo potuto aggiornare i dizionari, imparando nuove definizioni:
censurare: 1 sottoporre a critiche; 2 l'atto di manifestare contro una persona cui segue la rinuncia della stessa a presentarsi; 3 rivendicare l'inopportunità della presenza di un individuo.
Insomma, il papa rinuncia a venire alla Sapienza perché con tutta probabilità microscopici gruppetti di sciagurati (così veniamo definiti) lo contesterebbero, e Palazzi e Giornali gridano alla censura. Il nostro fraterno amico Bush è accolto dovunque da manifestazioni lui contrarie, e mai nessuno che gridi alla censura!
dialogare: 1 fare opera di proselitismo; 2 soliloquio.
I media, costituiti per metà da persone intelligenti e per metà da Ferrara, dicono che l'Università è luogo eletto al dibattito e al confronto, ed impedire (!) al papa di venirci è antidemocratico ed intollerante.
Ma il papa è stato invitato a tenere prima una lectio magistralis, poi un semplice discorso. Non ad intervenire ad un dibattito.
Facciamo un piccolo esempio: alla fine dell'intervento del nostro carissimo, sarebbe stato possibile fargli notare che frasi come: "chi vede e apprende soltanto tutto ciò che avviene nel mondo, finisce per diventare triste", "verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene", "la fede cristiana [...] corrisponde alle esigenze della ragione in ricerca della verità", "la fede [cattolica, NdZ] è il sì alla verità, rispetto alle religioni mitiche diventate semplice consuetudine", "è vero che la storia dei santi, la storia dell'umanesimo cresciuto sulla basa della fede cristiana dimostra la verità di questa fede nel suo nucleo essenziale, rendendola con ciò anche un'istanza per la ragione pubblica", ma soprattutto "è suo compito [del papa, NdZ] mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro", sarebbe stato possibile, dicevo, fargli notare che frasi come queste sono delle emerite stronzate?
Concludiamo con una mia personale classifica delle affermazioni più assurde che ho avuto la sfortuna di ascoltare:
- "mi meraviglia che i politici non abbiano difeso il Papa prima, quelle di queste ore sono difese tardive", Umberto Bossi.
- "i 67 professori andrebbero denunciati", Maurizio Gasparri.
- "al governo Prodi e al ministro Mussi non resta che un gesto di responsabilità: ritirare il nominativo (per la presidenza del CNR, NdZ) di Maiani (tra i 67 firmatari della protesta contro la visita di Ratzi, NdZ) ancor prima che le commissioni parlamentari competenti siano chiamate a esprimere il necessario parere per la nomina", Luca Volontè.
- "se questi sono i maestri dei nostri figli, c'è da aver paura per il nostro futuro", Pierferdinando Casini.
Sintesi della concitata serata in Senato del 6 dicembre.
La senatrice Binetti non vota la fiducia (ma anche tutti i teodem lo farebbero, se non fosse stato loro promesso che comunque la legge verrà cambiata in Parlamento1). Traducendo significa: "è giusto discriminare gli omosessuali".
Immediato gesto di solidarietà per la senatrice dall'Iran.
Carolina Lussana (Lega) usa toni leggeri2: "Questo è un vergognoso attacco alla Chiesa, che con questa modifica sarà imputata per discriminazione perché sostiene che l'omosessualità è contro natura e nega la possibilità di adozione alle coppie omosessuali".
1. la legge, secondo indiscrezioni, sarà così modificata: "si punisce con la reclusione chiunque inciti a commettere o commetta atti di discriminazione di cui all'articolo 13.1 del Trattato di Amsterdam entrato in vigore l'1 maggio 1999. A meno che non glielo abbia detto Dio."
2. è leghista, il tono è leggero perché non usa la parola culattonia,b.
Stasera in Senato si vota la fiducia su un decreto-sicurezza che, grazie ad un emendamento del PRC, "punisce con la reclusione chiunque inciti a commettere o commetta atti di discriminazione di cui all'articolo 13.1 del Trattato di Amsterdam entrato in vigore l'1 maggio 1999". L'articolo citato elenca le discriminazioni fondate sul sesso, la razza, l'origine etnica, la religione, le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.
Ebbene, Mastella ha preannunciato che questa sera, in Senato, ci sarà da divertirsi, perché diversi Senatori non intendono votare la fiducia proprio a causa di quell'emendamento. E molti altri hanno annunciato che voteranno la fiducia solo per lealtà verso la maggioranza, dichiarando contestualmente che daranno battaglia in Parlamento per modificare la legge.
Che dite, è un caso che tutti questi Senatori siano cattolicisti?
Perché mi sembra che a non andare giù ai nostri politici sia il rischio di veder finire in galera quei buffi maschi caucasici, latinofoni, cattolici, megalomani, diversamente pensanti, vecchi e sessuofobi che ritengono abominevole ogni espressione di sessualità diversa da quella che loro non dovrebbero praticare.
Beh, mi sono sfogato. Nel caso il governo non cada, stasera...
Il Papa: "Su aborto e eutanasia obiezione di coscienza ai farmacisti".
Veronesi: “e allora vendiamo più anticoncezionali”.
Qualche mia inutile osservazione:
- prima di tutto bisogna dimostrare che i farmacisti ce l'abbiano, una coscienza: il fatto che vendano prodotti omeopatici (e, secondo Garattini, anche ricostituenti, epatoprotettori, farmaci per la memoria, molti immunomodulanti, cerebroattivi, integratori alimentari, medicinali a base di erbe) non depone a favore di questa tesi.
- nessuno ti obbliga a fare il farmacista: se non vuoi vendere farmaci, apri un buffet!
- d'accordo, hai una farmacia e trovi immorale vendere antidolorifici*. Ma lo Stato deve garantire il mio diritto di non apprezzare il mal di denti quale dono di una divinità sadica: che apra allora una farmacia municipale in ogni comune!
* perché no? Madre Teresa di Calcutta, per alcuni santa, lo trovava immorale.